Lenorme dimensione di Internet e
il grandissimo numero di utenti di IPv4 (la versione del
protocollo IP attualmente utilizzata su Internet) rendono
impossibile una migrazione totale da IPv4 a IPv6 (la
nuova versione del protocollo IP) in un preciso istante
di tempo. Inoltre molte organizzazioni hanno una sempre
maggiore dipendenza da Internet per il loro lavoro
quotidiano e quindi non possono tollerare periodi di
inattività dovuti alla sostituzione del protocollo IP.
Quindi non ci sarà nessun D-day in cui spegnere IPv4 e
accendere IPv6, poiché i due protocolli possono
coesistere senza problemi. La migrazione da IPv4 a IPv6
potrà essere fatta nodo per nodo. Questo consentirà di
approfittare immediatamente dei molti vantaggi di IPv6
pur conservando le possibilità di comunicare con utenti
o periferiche IPv4. Non esiste quindi alcun motivo per
rimandare laggiornamento ad IPv6!
Esistono caratteristiche di IPv6
pensate esplicitamente per semplificare la migrazione.
Per esempio, gli indirizzi IPv6 possono essere ricavati
automaticamente dagli indirizzi IPv4, si possono
costruire tunnel IPv6 su reti IPv4 e almeno in fase
iniziale tutti i nodi IPv6 seguiranno la filosofia "dual
stack", saranno cioè in grado di utilizzare
contemporaneamente IPv4 e IPv6.
Questa buona compatibilità tra IPv4 e
IPv6 può anche spingere qualche utente a pensare che sia
inutile migrare ad IPv6. Questa scelta in prospettiva
sarà penalizzante in quanto non permetterà di accedere
ai nuovi sviluppi che a partire dal 2000 riguarderanno
unicamente IPv6.
IPv6 è stato accuratamente progettato,
approfonditamente discusso e provato in campo dallo IETF
(l'organismo tecnico che gestisce Internet) e da molte
istituzione di ricerca. Esiste un progetto denominato 6bone
che permette di acquisire esperienza e provare subito i
protocolli della famiglia IPv6.
Gli anni dal 1997 al 2000 saranno
caratterizzati dalladozione di IPv6 da parte degli
ISP e degli utenti. Nel 1997 potranno ancora esserci
problemi legati alla gioventù dei prodotti, ma a partire
dal 1998 IPv6 farà parte dei protocolli distribuiti di
serie sui router, sulle workstation e sui PC. Le
organizzazioni potranno iniziare a quel punto a migrare
più o meno gradualmente a IPv6.
Gli obiettivi chiave della migrazione
sono:
- gli host IPv6 e IPv4 devono poter
interoperare;
- gli host e i router IPv6 devono
potersi diffondere su Internet in modo semplice
ed incrementale, con poche interdipendenze;
- i gestori delle reti e gli utenti
finali devono percepire la migrazione come
semplice da comprendere e realizzare.
Per semplificare la migrazione sono
stati messi a punto una serie di meccanismi a livello di
protocolli e di regole operative che prendono il nome di SIT
(Simple Internet Transition).
Le caratteristiche principali di SIT
sono:
- Possibilità di transizione
progressiva e non traumatica. Gli host e i
router IPv4 possono essere aggiornati ad IPv6 uno
alla volta senza richiedere che altri host o
router siano aggiornati contemporaneamente.
- Requisiti minimi per gli
aggiornamenti. Lunico requisito per
poter aggiornare gli host a IPv6 è che deve
essere disponibile un server DNS in grado di
gestire gli indirizzi IPv6. Non ci sono requisiti
per i router.
- Semplicità di indirizzamento.
Quando un router o un host sono aggiornati ad
IPv6 possono comunque continuare ad usare anche
gli indirizzi IPv4.
- Basso costo iniziale. Non
occorre effettuare un particolare lavoro
preparatorio per iniziare la migrazione ad IPv6.
I meccanismi utilizzati da SIT
includono:
- Una struttura degli indirizzi IPv6
che permette di ricavare questi ultimi a partire
dagli indirizzi IPv4.
- La disponibilità del dual stack
sugli host e sui router durante la fase di
transizione, ossia la presenza contemporanea
degli stack di protocolli IPv4 e IPv6.
- Una tecnica per incapsulare i
pacchetti IPv6 allinterno di pacchetti IPv4
(tunneling) per permettere ai pacchetti IPv6 di
attraversare isole non ancora aggiornate ad IPv6.
- Una tecnica opzionale che consiste
nel tradurre gli header IPv6 in IPv4 e viceversa
per permettere, in una fase avanzata della
migrazione, di far comunicare nodi che utilizzano
solo IPv4 con nodi che utilizzano solo IPv6.
Lapproccio SIT garantisce che gli
host IPv6 possano interoperare con gli host IPv4
inizialmente sullintera Internet. A migrazione
completata tale interoperabilità sarà garantita ancora
per un lungo periodo di tempo su base locale. Questo
permette di salvaguardare gli investimenti fatti su IPv4:
dispositivi semplici che non potranno essere aggiornati
ad IPv6, ad esempio stampanti di rete e terminal server,
continueranno a funzionare in IPv4 sino al termine della
loro esistenza.
La possibilità di una migrazione
graduale permette a chi realizza router, sistemi
operativi e software di rete di integrare IPv6 nei
prodotti quando ritiene che le realizzazioni siano
stabili e agli utenti di iniziare la migrazione
nellistante considerato più opportuno.